Famille Notizie: Clinica Oculistica e Maison
Rientri dal Congo e subito ti chiedono di parlare di questo paese ed in particolare della “Clinica”, anzi del “Centre oftalmologique Siloe”, come ha chiesto di chiamarla il Vescovo mons. Kataka.
Dai uno, dai due e dai una terza e quarta volta e... i lavori vanno avanti anche se manca il cemento, perché, quando occorre proprio, anche il cemento salta fuori!
In questo momento le strade attorno ad Isiro (200 e più chilometri) sono quasi impraticabili, così l’occorrente per i lavori bisogna farlo venire da Butembo (città di confine con l’Uganda), da dove arriva per via aerea, come si è dovuto fare per il contenuto del container spedito ad aprile. Lo scopo principale del viaggio, questa volta, era l’esecuzione dell’impianto elettrico. La realizzazione è avvenuta a tempo di record (20gg.) grazie al lavoro di due elettricisti
volontari: Gino e Riccardo, grandi lavoratori, esperti del mestiere e pieni di entusiasmo per la nuova esperienza.
È stata bellissima, e assolutamente eccezionale per il luogo, la visione della clinica completamente illuminata in mezzo al buio della città di Isiro!
I nostri due amici, affiancati da un bravo elettricista congolese, Pakelo, sono stati poi utili anche per altre collaborazioni e specialmente per gli impianti elettrici del laboratorio di falegnameria. Qui lavorano i nostri
“menuisieurs” (falegnami), che preparano porte, finestre, pavimenti, etc… per la Clinica.
Sono stati montati i 4 lucernai Velux per le stanze prive di illuminazione ed aerazione diretta e le relative tende che, miracolo, si aprivano schiacciando un piccolo bottone!
Si è cominciato a montare le inferriate che dovranno proteggere dai ”voleurs” (ladri) le attrezzature e il materiale occorrente alla manutenzione del complesso. Con piena soddisfazione e meraviglia di tutti i “locali” si è realizzato l’impianto parafulmine, indispensabile per la sicurezza del Siloe, considerata la zona a forte rischio di fulmini.
Inoltre sono stati realizzati quei piccoli interventi di completamento e di finitura delle strutture murarie, necessari per la completa e buona funzionalità del Centro.
Purtroppo, per la mancanza di cemento non si è potuto dar corso all’esecuzione della rete fognaria (non esistono in loco i nostri prefabbricati in c.a. per fosse biologiche, di depurazione etc., per cui bisogna costruire tutto in muratura). Tutto quanto sopra è stato eseguito in un clima di buona collaborazione e di entusiasmo e con la preoccupazione dei molti possibili intoppi, ma oramai si sta già pensando al momento dell’inaugurazione!
Vista l’importanza di una valida supervisione si è ritenuto opportuno, sia con il Vescovo Kataka che con il Direttivo della S.O.S., ricercare un professionista italiano da affi ancare a un tecnico neodiplomato congolese, segnalato dallo stesso Vescovo, per i lavori di completamento: pavimenti, rivestimenti, pitture, collaudo degli impianti idrico-sanitari, esecuzione della torre per la cisterna dell’acqua, recinzione esterna etc….
In una vasta zona attorno a Isiro si parla molto e con soddisfazione del “Centro Siloe”, sia perché sono in molti ad attenderne i preziosi servizi, sia per la qualità dell’opera. Vogliamo sperare che per il futuro essa possa essere un valido punto di riferimento per il buon costruire in loco, in linea con la tecnologia e la manodopera disponibili in zona.
Nei trenta giorni della mia permanenza in Congo ho potuto anche aiutare Suor Elodie nella prosecuzione
dei lavori della Maison Famille (finanziata dalla Caritas Antoniana e dalla S.O.S.) realizzata in base a un progetto fatto in collaborazione con l’arch. Walter Romanato. Ora i lavori procedono bene, anche per merito
delle maestranze locali che, dopo le opportune”dritte”, riescono a portare avanti e a compimento i lavori loro affidati. Questo mio ultimo soggiorno è stato più piacevole del precedente, nonostante i soliti disagi (mancanza di elettricità e vita di “clausura” tra la Clinica e la “Casa dei Medici”), grazie alla gradita compagnia di Gino, Riccardo, Dino, Sonia e dell’immancabile mons. Andrè.
Così come il mio arrivo è stato trionfale, salutato da canti e balli di benvenuto e abbracci affettuosi da tutti i collaboratori; anche la partenza è stata memorabile. Tra gli altri saluti mi sono rimasti nel cuore cinque ragazzini che si sono presentati con dei doni per tutti noi, seguiti il giorno dopo dai genitori desiderosi di dimostrarci la gratitudine
per quanto stiamo facendo per la loro gente e per l’aiuto che certamente continueremo a portare al loro paese.
Piero

