Giovedì 23 febbraio 2012
FOCUS ON

Obiettivi di sviluppo del millennium

Obiettivi di sviluppo del millennium

Qual è stato l’esito del Summit delle Nazioni Unite svoltosi a New York dal 22 al 24 settembre e convocato per fare il punto della situazione a cinque anni dalla scadenza degli Obiettivi di Sviluppo del Millennioum? Nel 2000 ci si propose di sradicare la povertà estrema e la fame nel mondo, riducendo la mortalità infantile e l’impatto delle malattie, oltre che lavorando in favore dell’istruzione, della salute materna e dell’uguaglianza tra i sessi? Come aveva già dichiarato nel suo discorso inaugurale il segretario generale dell’ONU Ban Kimoon, gli obiettivi potrebbero essere ancora raggiunti, ma il lavoro da fare è ancora enorme e le parole non bastano più. In tal senso i 40 miliardi di dollari, promessi in cinque anni per la salute materno-infantile, sono un ottimo inizio, ma i conti devono tornare anche con i fatti.
Per questo un particolare richiamo va fatto proprio all’Italia, che risulta essere uno fra i principali responsabili degli impegni finanziari finora mancati. Nel corso dell’ultimo G8, ad esempio, il Governo italiano si è impegnato a contribuire all’iniziativa Muskoka sulla salute materno-infantile varata dalla Presidenza canadese, ma, unico tra i donatori, non ha mai annunciato pubblicamente l’ammontare dell’impegno quantitativo assunto e al Summit di New York si è addirittura “chiamata fuori” dal gruppo dei paesi donatori in questo settore.
La chiusura del Summit con il monito del presidente degli Stati Uniti Barack Obama è stata significativa:”Facciamola finita con le finte promesse!” L’Italia ha dunque una grande possibilità: è un governo sempre attento ad accogliere gli inviti ad entrare in gioco sullo scenario internazionale che provengono dagli Stati Uniti e quindi adesso ci si aspetta che recuperi la credibilità. Di contro, va certamente sottolineata in modo positivo l’iniziativa condotta dal nostro paese insieme all’Egitto per arrivare a una Risoluzione ONU contro le mutilazioni genitali femminili, che ha visto a New York l’appoggio di un gruppo consistente di paesi africani.
Il documento finale del Summit “Mantenere le promesse: uniti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio” è stato adottato per consenso dall’Assemblea Generale. Il documento individua le azioni concrete che tutti gli attori sono chiamati a realizzare al fine di accelerare i progressi in relazione a ciascuno degli 8 obiettivi. Numerosi sono stati gli impegni assunti per ciascuno degli obiettivi da parte dei governi, delle organizzazioni internazionali e dei rappresentanti del settore privato.

I punti significativi:

"We can end poverty 2015" - Millennium development goals

1. Eliminare la povertà estrema e la fame
La Banca Mondiale aumenterà i propri stanziamenti fino a raggiungere una cifra tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari all’anno (rispetto ai 4 attuali) per i prossimi tre anni, al fine di sostenere il reddito, l’occupazione e la sicurezza alimentare in molte aree a basso reddito. La Repubblica di Korea si è impegnata a stanziare 100 milioni di dollari per sostenere la sicurezza alimentare e l’agricoltura nei Paesi in Via di Sviluppo. Il Cile ha annunciato il lancio, nel 2011, dell’iniziativa “Bilancio familiare etico”, per dare sostegno al reddito delle famiglie più povere.

2. Raggiungere l’istruzione primaria universale
La Banca Mondiale aumenterà i propri investimenti e prestiti a interessi-zero nell’educazione di base di ulteriori 750 milioni di dollari, ponendo specifica attenzione ai paesi che attualmente non sembrano essere in grado di raggiungere l’obiettivo2 entro il 2015, soprattutto nell’Africa sub-sahariana.

3. Promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne

L’Earth Institute, la compagnia Ericsson e l’organizzazione Millennium Promise hanno lanciato il programma “Connect to learn”, un’ iniziativa educativa non-profit a livello globale per migliorare l’accesso e la qualità dell’educazione secondaria per i bambini e (soprattutto) le bambine del mondo, attraverso l’assegnazione di borse di studio, per consentire loro di frequentare le scuole secondarie: le prime 100 borse saranno assegnate in Ghana e in Tanzania nei prossimi mesi.

4. Diminuire la mortalità infantile e 5. Migliorare la salute materna

In aggiunta alla strategia globale per la salute di donne e bambini, il Canada ha riaffermato il proprio impegno a raccogliere, nei prossimi 5 anni, oltre 10 miliardi di dollari dai paesi del G8, da altri donatori e da fondazioni private, da destinare a iniziative relative alla salute materna, neo-natale ed infantile. Trinidad e Tobago ha annunciato il lancio del “Fondo per la vita dei bambini”, per garantire cure mediche e chirurgiche di emergenza ai bambini nei casi in cui tali cure non possano essere fornite dallo Stato.

6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie

La Francia ha annunciato che finanzierà con 1,4 miliardi di dollari il “Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria” per il periodo 2011- 2013 (con un incremento del 20% rispetto agli impegni attuali). Il Regno Unito ha annunciato che triplicherà il proprio contributo finanziario per la lotta alla malaria, passando dagli attuali 150 milioni di sterline all’anno ai 300 milioni entro il 2014.

7. Assicurare la sostenibilità ambientale
WaterHealth International si è impegnata a costruire 75 impianti di purificazione delle acque in Bangladesh e ad espandere la propria rete di impianti ad altri 100 villaggi in India, in modo da garantire l’accesso all’acqua potabile a circa 175.000 persone in questi due stati. La compagnia PepsiCo si è impegnata ad assicurare l’accesso all’acqua potabile a 3 milioni di persone nel mondo entro il 2015.

8. Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo sostenibile
L’Unione Europea si è impegnata a stanziare un miliardo di euro da destinare ai paesi più bisognosi e, nello stesso tempo, che hanno dimostrato maggior impegno per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

a cura di Carla.

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