Obiettivi di sviluppo del millennium
Qual è stato l’esito del Summit delle Nazioni Unite
svoltosi a New York dal 22 al 24 settembre e convocato
per fare il punto della situazione a cinque anni dalla
scadenza degli Obiettivi di Sviluppo del Millennioum?
Nel 2000 ci si propose di sradicare la povertà estrema
e la fame nel mondo, riducendo la mortalità infantile e
l’impatto delle malattie, oltre che lavorando in favore
dell’istruzione, della salute materna e dell’uguaglianza
tra i sessi? Come aveva già dichiarato nel suo discorso
inaugurale il segretario generale dell’ONU Ban Kimoon,
gli obiettivi potrebbero essere ancora raggiunti,
ma il lavoro da fare è ancora enorme e le parole non
bastano più. In tal senso i 40 miliardi di dollari, promessi
in cinque anni per la salute materno-infantile, sono un
ottimo inizio, ma i conti devono tornare anche con i
fatti.
Per questo un particolare richiamo va fatto proprio
all’Italia, che risulta essere uno fra i principali
responsabili degli impegni finanziari finora mancati. Nel
corso dell’ultimo G8, ad esempio, il Governo italiano
si è impegnato a contribuire all’iniziativa Muskoka
sulla salute materno-infantile varata dalla Presidenza
canadese, ma, unico tra i donatori, non ha mai
annunciato pubblicamente l’ammontare dell’impegno
quantitativo assunto e al Summit di New York si è
addirittura “chiamata fuori” dal gruppo dei paesi
donatori in questo settore.
La chiusura del Summit con il monito del
presidente degli Stati Uniti Barack Obama è stata
significativa:”Facciamola finita con le finte promesse!”
L’Italia ha dunque una grande possibilità: è un governo
sempre attento ad accogliere gli inviti ad entrare in
gioco sullo scenario internazionale che provengono
dagli Stati Uniti e quindi adesso ci si aspetta che recuperi
la credibilità. Di contro, va certamente sottolineata in
modo positivo l’iniziativa condotta dal nostro paese
insieme all’Egitto per arrivare a una Risoluzione ONU
contro le mutilazioni genitali femminili, che ha visto a
New York l’appoggio di un gruppo consistente di paesi
africani.
Il documento finale del Summit “Mantenere le
promesse: uniti per raggiungere gli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio” è stato adottato per consenso
dall’Assemblea Generale. Il documento individua le
azioni concrete che tutti gli attori sono chiamati a
realizzare al fine di accelerare i progressi in relazione
a ciascuno degli 8 obiettivi. Numerosi sono stati gli
impegni assunti per ciascuno degli obiettivi da parte
dei governi, delle organizzazioni internazionali e dei
rappresentanti del settore privato.
I punti significativi:
"We can end poverty 2015" - Millennium development goals
1. Eliminare la povertà estrema e la fame
La Banca Mondiale aumenterà i propri stanziamenti
fino a raggiungere una cifra tra i 6 e gli 8 miliardi di
dollari all’anno (rispetto ai 4 attuali) per i prossimi tre
anni, al fine di sostenere il reddito, l’occupazione e la
sicurezza alimentare in molte aree a basso reddito.
La Repubblica di Korea si è impegnata a stanziare 100
milioni di dollari per sostenere la sicurezza alimentare
e l’agricoltura nei Paesi in Via di Sviluppo.
Il Cile ha annunciato il lancio, nel 2011, dell’iniziativa
“Bilancio familiare etico”, per dare sostegno al reddito
delle famiglie più povere.
2. Raggiungere l’istruzione primaria universale
La Banca Mondiale aumenterà i propri investimenti
e prestiti a interessi-zero nell’educazione di base di
ulteriori 750 milioni di dollari, ponendo specifica
attenzione ai paesi che attualmente non sembrano
essere in grado di raggiungere l’obiettivo2 entro il
2015, soprattutto nell’Africa sub-sahariana.
3. Promuovere l’uguaglianza di genere e
l’empowerment delle donne
L’Earth Institute, la compagnia Ericsson e
l’organizzazione Millennium Promise hanno lanciato il
programma “Connect to learn”, un’ iniziativa educativa
non-profit a livello globale per migliorare l’accesso
e la qualità dell’educazione secondaria per i bambini
e (soprattutto) le bambine del mondo, attraverso
l’assegnazione di borse di studio, per consentire loro
di frequentare le scuole secondarie: le prime 100
borse saranno assegnate in Ghana e in Tanzania nei
prossimi mesi.
4. Diminuire la mortalità infantile e
5. Migliorare la salute materna
In aggiunta alla strategia globale per la salute di
donne e bambini, il Canada ha riaffermato il proprio impegno a raccogliere, nei prossimi 5 anni, oltre 10
miliardi di dollari dai paesi del G8, da altri donatori e
da fondazioni private, da destinare a iniziative relative
alla salute materna, neo-natale ed infantile.
Trinidad e Tobago ha annunciato il lancio del “Fondo
per la vita dei bambini”, per garantire cure mediche e
chirurgiche di emergenza ai bambini nei casi in cui tali
cure non possano essere fornite dallo Stato.
6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre
malattie
La Francia ha annunciato che finanzierà con 1,4
miliardi di dollari il “Fondo Globale per la lotta all’Aids,
alla tubercolosi e alla malaria” per il periodo 2011-
2013 (con un incremento del 20% rispetto agli impegni
attuali).
Il Regno Unito ha annunciato che triplicherà il
proprio contributo finanziario per la lotta alla malaria,
passando dagli attuali 150 milioni di sterline all’anno ai
300 milioni entro il 2014.
7. Assicurare la sostenibilità ambientale
WaterHealth International si è impegnata a costruire
75 impianti di purificazione delle acque in Bangladesh
e ad espandere la propria rete di impianti ad altri 100
villaggi in India, in modo da garantire l’accesso all’acqua
potabile a circa 175.000 persone in questi due stati.
La compagnia PepsiCo si è impegnata ad assicurare
l’accesso all’acqua potabile a 3 milioni di persone nel
mondo entro il 2015.
8. Sviluppare un partenariato globale per lo
sviluppo sostenibile
L’Unione Europea si è impegnata a stanziare un miliardo
di euro da destinare ai paesi più bisognosi e, nello
stesso tempo, che hanno dimostrato maggior impegno
per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.
a cura di Carla.

