Discorso inaugurale Centro Oftalmologico di Isiro
Come molti di voi sanno, il 2 maggio è stata innaugurata la Clinica oftalmologica di Isiro.
E' stato un giorno importante per l'associazione che dopo anni di impegno in collaborazione con CBM Italia, ha visto realizzata l'opera, ma importante lo è stata soprattutto per Isiro e per i pazienti affetti da patologie del settore, che attendevano con ansia questo centro, unico in tutto il nord est della repubblica.
Riportiamo, a seguire il discorso innaugurale, della presidente della S.O.S, Sonia Bonin Mansutti.
Sono molto onorata di rivolgere il mio saluto a mons. Kataka Vescovo della diocesi di Wamba, a mons. Julien Andavo della diocesi di Isiro, Mons Richard della diocesi di Dungu, agli abbé.alle suore delle varie congregazioni ai missionari ai medici a tutti i rappresentanti dell’ordine pubblico, alla polizia, e a tutti voi che siete intervenuti oggi per inaugurare questo Centro Oftalmico così prezioso in questa zona!
Sono Sonia Bonin Mansutti, rappresento l’ass. di volontariato Solidarietà Organizzazione Sviluppo Onlus da me fondata a Padova in Italia. più di 20 anni fa. I membri della SOS sono persone comuni, professionisti, insegnanti, mamme, nonne, studenti ecc. che lavorano gratuitamente dedicando un po’ del loro tempo per promuovere i principi della pace e dei diritti umani. Noi cooperiamo con l’Africa, principalmente con Tanzania e Repubblica Democratica del Congo, e con i ragazzi di strada di Lima in Perù. In Italia, a Padova, siamo impegnati nella sensibilizzazione dei ragazzi delle scuole elementari, superiori e dell’Università .
Solidarietà perchè lavoriamo insieme alle popolazioni locali senza decidere autonomamente, ascoltando le loro proposte ed esigenze, realizzando progetti ben mirati e concreti, nel rispetto della loro cultura, Il nostro obiettivo è quello di sostenerle e di favorirne l’autosviluppo, ma la cosa più importante è che ci sia una forte collaborazione da parte della popolazione locale.
Organizzazione: non è un lavoro facile inventare strategie che permettano di reperire fondi necessari per realizzare progetti, perché il denaro si guadagna con fatica e la crisi internazionale ha colpito molto anche l’ Italia; la disoccupazione è molto elevata, 1 persona su 4 non ha lavoro e chi ce l’ha, se ha una famiglia di due o tre figli, arriva a malapena a fine mese. E’ difficile per tutti ed è perciò ammirevole e meritevole se alcuni riescono con privazioni a dare qualcosa anche per chi sta peggio di loro, sono gesti di profonda generosità.
Quando i progetti sono più impegnativi, come ad es. il Centro oftalmologico Siloe di cui oggi celebriamo l’inaugurazione, inviamo tecnici dall’Italia ed è doveroso ricordare e ringraziare Massimo Mastella, Stefano Molinari Carlo Suitner, gli elettricisti Riccardo Carugati, Gino Zanato che gratuitamente hanno donato il loro tempo, la loro professionalità e la loro fatica, dando esempio di estrema disponibilità e amore.
Sviluppo:. nel corso della nostra attività ci siamo impegnati su tanti fronti, abbiamo avviato progetti di microcredito con le donne, abbiamo costruito dispensari, scuole, centri culturali. Sosteniamo alcuni Centri di malnutriti, diamo sostegni scolastici a bambini orfani perchè siamo convinti che l’istruzione sia la chiave dello sviluppo di un paese, anche se qui da voi è un diritto purtroppo riservato a pochi.
Perché la clinica oculistica ad Isiro?
Oggi sono felice ed emozionata, perché si è realizzato un sogno, un sogno mio e di tante altre persone, un sogno che ha origini molto lontane. Perché, infatti, un Centro Oftalmico proprio qui in Congo, ad Isiro? Vi voglio raccontare come e perché è sorta questa idea.
Nel 1994 conobbi Padre Oscar Goapper, missionario della Consolata e medico all’ospedale di Neisu, di cui molti di voi si ricorderanno. Egli era venuto in Italia per sostenere degli esami e diventare così medico e un giorno ci manifestò un suo desiderio: avere un microscopio oftalmico così da poter curare gli occhi della sua gente, come egli li chiamava; voleva, per esempio, poter soddisfare le richieste di tante mamme e nonne anziane che desideravano leggere la Bibbia.
Attraverso il dottor Angi, oculista e presidente della CBM Italia, cogliemmo la fortunata occasione di acquistare un microscopio oftalmico, appartenuto ad un famoso medico padovano da poco deceduto e glielo consegnammo all’offertorio di una Santa Messa da lui celebrata per la nostra associazione S.O.S.: ho ancora davanti agli occhi la sua grande commozione che si tramutò in lacrime!
Organizzammo la spedizione in Congo di questo prezioso strumento, ma purtroppo dopo pochi giorni scoppiò la guerra per cui ogni rapporto con questo paese fu interrotto.
Nel 1999, però, ricevetti una mail da Isiro da parte di padre Oscar in cui mi scriveva fra l’altro: “Degli angeli del cielo mi hanno portato ogni ben di Dio”; ovviamente intesi che aveva ricevuto il tanto desiderato microscopio.
Uno o due giorni dopo questa bellissima notizia, ce ne arrivò un’altra, ma questa volta molto dolorosa: padre Oscar Goapper ci aveva lasciati!
L’amicizia non si dimentica, l’affetto che si era instaurato fra noi e padre Oscar era profondo e non potevamo non esaudire il suo desiderio di curare la “sua gente”.
Nel 2004 il dr. Angi mi chiamò e decidemmo di recarci insieme in Congo per una visita esplorativa: più di 100 visite al giorno fu l’impegno del dott. Angi per cercare di soddisfare le innumerevoli richieste (molti avevano percorso anche più di 200 km. a piedi in mezzo alla foresta per raggiungere l’ospedale diocesano dell’Est che ci ospitava) e da subito egli si rese conto della grande necessità che c’era in questo territorio. Parlammo con il vescovo di Wamba mons. Kataka che accettò con slancio la proposta di costruire un Centro Oculistico a Isiro.
Al mio ritorno in Italia, mio marito Pietro, architetto, si accinse a studiare il progetto che ci fu ben presto consegnato con la piena soddisfazione di tutti.
A giugno 2007 ci recammo ancora ad Isiro per il tracciamento generale della nuova costruzione che proprio oggi abbiamo tutti la soddisfazione di poter inaugurare.
Non nascondo le varie difficoltà incontrate per la realizzazione di un fabbricato semplice, ma in linea con la tecnologia attuale rapportata alla disponibilità del materiale locale (pietre, mattoni, cemento, legno e lamiere); quello più tecnologico è stato inviato dall’Italia.
Per la S.O.S. è stato inoltre un notevole impegno garantire la presenza di tecnici che potessero seguire le varie fasi di costruzione con la specifica, giusta applicazione della tecnologia richiesta per una siffatta costruzione.
La mia personale e più grande gioia oggi è quella di sapere che finalmente potranno essere soddisfatte le richieste di tantissime persone afflitte da problemi della vista: un uomo che non vede è praticamente un uomo perso.
Il prossimo passo che vorremo fare è quello di realizzare in loco un piccolo laboratorio ottico per la realizzazione,dopo le visite ed i vari interventi chirurgici, di occhiali secondo le varie esigenze.
Un grazie di cuore lo voglio rivolgere al dott. Angi, che purtroppo oggi non è potuto essere qui con noi, che ha condiviso con me questo mio sogno; un altro grazie va a mio marito Pietro, autore del progetto, che ha seguito le fasi costruttive sia da vicino, venendo più volte qui a Isiro, che da lontano, mantenendo i contatti telefonici. Desidero esprimere, poi, un ringraziamento speciale a mons. André Masinganda che, con impegno lodevole, ha fatto da tramite tra la CBM, la direzione dei lavori, la SOS e le maestranze locali, contribuendo alla realizzazione di questa opera così importante per la popolazione.
La mia gratitudine va anche all’abbé Camille, che con pazienza si è impegnato nel reperire i materiali, e all’abbé Cosmas che dal luglio scorso ha sostituito mons. André.
Grazie a tutti e buon lavoro!
Sono molto onorata di rivolgere il mio saluto a mons. Kataka Vescovo della diocesi di Wamba, a mons. Julien Andavo della diocesi di Isiro, Mons Richard della diocesi di Dungu, agli abbé.alle suore delle varie congregazioni ai missionari ai medici a tutti i rappresentanti dell’ordine pubblico, alla polizia, e a tutti voi che siete intervenuti oggi per inaugurare questo Centro Oftalmico così prezioso in questa zona!
Sono Sonia Bonin Mansutti, rappresento l’ass. di volontariato Solidarietà Organizzazione Sviluppo Onlus da me fondata a Padova in Italia. più di 20 anni fa. I membri della SOS sono persone comuni, professionisti, insegnanti, mamme, nonne, studenti ecc. che lavorano gratuitamente dedicando un po’ del loro tempo per promuovere i principi della pace e dei diritti umani. Noi cooperiamo con l’Africa, principalmente con Tanzania e Repubblica Democratica del Congo, e con i ragazzi di strada di Lima in Perù. In Italia, a Padova, siamo impegnati nella sensibilizzazione dei ragazzi delle scuole elementari, superiori e dell’Università .
Solidarietà perchè lavoriamo insieme alle popolazioni locali senza decidere autonomamente, ascoltando le loro proposte ed esigenze, realizzando progetti ben mirati e concreti, nel rispetto della loro cultura, Il nostro obiettivo è quello di sostenerle e di favorirne l’autosviluppo, ma la cosa più importante è che ci sia una forte collaborazione da parte della popolazione locale.
Organizzazione: non è un lavoro facile inventare strategie che permettano di reperire fondi necessari per realizzare progetti, perché il denaro si guadagna con fatica e la crisi internazionale ha colpito molto anche l’ Italia; la disoccupazione è molto elevata, 1 persona su 4 non ha lavoro e chi ce l’ha, se ha una famiglia di due o tre figli, arriva a malapena a fine mese. E’ difficile per tutti ed è perciò ammirevole e meritevole se alcuni riescono con privazioni a dare qualcosa anche per chi sta peggio di loro, sono gesti di profonda generosità.
Quando i progetti sono più impegnativi, come ad es. il Centro oftalmologico Siloe di cui oggi celebriamo l’inaugurazione, inviamo tecnici dall’Italia ed è doveroso ricordare e ringraziare Massimo Mastella, Stefano Molinari Carlo Suitner, gli elettricisti Riccardo Carugati, Gino Zanato che gratuitamente hanno donato il loro tempo, la loro professionalità e la loro fatica, dando esempio di estrema disponibilità e amore.
Sviluppo:. nel corso della nostra attività ci siamo impegnati su tanti fronti, abbiamo avviato progetti di microcredito con le donne, abbiamo costruito dispensari, scuole, centri culturali. Sosteniamo alcuni Centri di malnutriti, diamo sostegni scolastici a bambini orfani perchè siamo convinti che l’istruzione sia la chiave dello sviluppo di un paese, anche se qui da voi è un diritto purtroppo riservato a pochi.
Perché la clinica oculistica ad Isiro?
Oggi sono felice ed emozionata, perché si è realizzato un sogno, un sogno mio e di tante altre persone, un sogno che ha origini molto lontane. Perché, infatti, un Centro Oftalmico proprio qui in Congo, ad Isiro? Vi voglio raccontare come e perché è sorta questa idea.
Nel 1994 conobbi Padre Oscar Goapper, missionario della Consolata e medico all’ospedale di Neisu, di cui molti di voi si ricorderanno. Egli era venuto in Italia per sostenere degli esami e diventare così medico e un giorno ci manifestò un suo desiderio: avere un microscopio oftalmico così da poter curare gli occhi della sua gente, come egli li chiamava; voleva, per esempio, poter soddisfare le richieste di tante mamme e nonne anziane che desideravano leggere la Bibbia.
Attraverso il dottor Angi, oculista e presidente della CBM Italia, cogliemmo la fortunata occasione di acquistare un microscopio oftalmico, appartenuto ad un famoso medico padovano da poco deceduto e glielo consegnammo all’offertorio di una Santa Messa da lui celebrata per la nostra associazione S.O.S.: ho ancora davanti agli occhi la sua grande commozione che si tramutò in lacrime!
Organizzammo la spedizione in Congo di questo prezioso strumento, ma purtroppo dopo pochi giorni scoppiò la guerra per cui ogni rapporto con questo paese fu interrotto.
Nel 1999, però, ricevetti una mail da Isiro da parte di padre Oscar in cui mi scriveva fra l’altro: “Degli angeli del cielo mi hanno portato ogni ben di Dio”; ovviamente intesi che aveva ricevuto il tanto desiderato microscopio.
Uno o due giorni dopo questa bellissima notizia, ce ne arrivò un’altra, ma questa volta molto dolorosa: padre Oscar Goapper ci aveva lasciati!
L’amicizia non si dimentica, l’affetto che si era instaurato fra noi e padre Oscar era profondo e non potevamo non esaudire il suo desiderio di curare la “sua gente”.
Nel 2004 il dr. Angi mi chiamò e decidemmo di recarci insieme in Congo per una visita esplorativa: più di 100 visite al giorno fu l’impegno del dott. Angi per cercare di soddisfare le innumerevoli richieste (molti avevano percorso anche più di 200 km. a piedi in mezzo alla foresta per raggiungere l’ospedale diocesano dell’Est che ci ospitava) e da subito egli si rese conto della grande necessità che c’era in questo territorio. Parlammo con il vescovo di Wamba mons. Kataka che accettò con slancio la proposta di costruire un Centro Oculistico a Isiro.
Al mio ritorno in Italia, mio marito Pietro, architetto, si accinse a studiare il progetto che ci fu ben presto consegnato con la piena soddisfazione di tutti.
A giugno 2007 ci recammo ancora ad Isiro per il tracciamento generale della nuova costruzione che proprio oggi abbiamo tutti la soddisfazione di poter inaugurare.
Non nascondo le varie difficoltà incontrate per la realizzazione di un fabbricato semplice, ma in linea con la tecnologia attuale rapportata alla disponibilità del materiale locale (pietre, mattoni, cemento, legno e lamiere); quello più tecnologico è stato inviato dall’Italia.
Per la S.O.S. è stato inoltre un notevole impegno garantire la presenza di tecnici che potessero seguire le varie fasi di costruzione con la specifica, giusta applicazione della tecnologia richiesta per una siffatta costruzione.
La mia personale e più grande gioia oggi è quella di sapere che finalmente potranno essere soddisfatte le richieste di tantissime persone afflitte da problemi della vista: un uomo che non vede è praticamente un uomo perso.
Il prossimo passo che vorremo fare è quello di realizzare in loco un piccolo laboratorio ottico per la realizzazione,dopo le visite ed i vari interventi chirurgici, di occhiali secondo le varie esigenze.
Un grazie di cuore lo voglio rivolgere al dott. Angi, che purtroppo oggi non è potuto essere qui con noi, che ha condiviso con me questo mio sogno; un altro grazie va a mio marito Pietro, autore del progetto, che ha seguito le fasi costruttive sia da vicino, venendo più volte qui a Isiro, che da lontano, mantenendo i contatti telefonici. Desidero esprimere, poi, un ringraziamento speciale a mons. André Masinganda che, con impegno lodevole, ha fatto da tramite tra la CBM, la direzione dei lavori, la SOS e le maestranze locali, contribuendo alla realizzazione di questa opera così importante per la popolazione.
La mia gratitudine va anche all’abbé Camille, che con pazienza si è impegnato nel reperire i materiali, e all’abbé Cosmas che dal luglio scorso ha sostituito mons. André.
Grazie a tutti e buon lavoro!
Sonia Bonin Mansutti
Presidente dell'associazione S.O.S. Onlus

