Lunedì 21 maggio 2012
OBIETTIVO PIGMEI/3

Il mio primo contatto con i Pigmei

bimbo della comunità Pigmea

E’ avvenuto nell’anno 2000: padre Enrico Casali, missionario della Consolata, lavorava da anni nella missione di Wamba nella R.D.C. e si occupava della scolarizzazione dei bambini pigmei, stimolando nel contempo i genitori a lavorare la terra, attività non comune nella loro cultura.Da sempre questo popolo ha subito sfruttamento ed emarginazione; la loro autostima è bassissima proprio per essere stati considerati dalle altre tribù come degli animali. Approfittando del rispetto che il pigmeo nutre per le alleanze tradizionali, i Bantu hanno sempre sfruttato il loro lavoro in cambio di un po’ di sale, o di qualche bottiglia di vino di palma, o di un pezzo di tessuto.
Anche padre Franco Laudani, missionario comboniano, si è dedicato ai Pigmei con grande impegno: per quasi 20 anni li ha sostenuti, divulgando con marce o altre iniziative il loro diritto di essere riconosciuti come persone e abitanti legittimi del paese.

Tutti questi anni di intenso lavoro da parte dei missionari hanno prodotto dei risultati; ora i Pigmei sono molto più attivi e le relazioni con i Bantu stanno piano piano cambiando, ma la strada da percorrere è ancora lunga e pericoli concreti incombono su di loro, minacciandone la stessa sopravvivenza.
Nella Repubblica Democratica del Congo, ad esempio, alcune multinazionali hanno già identificato una buona parte della foresta dove abitano e cacciano i Bambuti, il più celebre dei tre gruppi dal punto di vista etnografico, come luogo idoneo all’estrazione dell’oro.
Questo significherà un maggior afflusso di persone e, di conseguenza, per i Pigmei minore possibilità di accedere alle loro terre e di dedicarsi alle loro attività tradizionali che sono la caccia e la raccolta dei frutti spontanei.
Proprio per questi motivi i missionari ritengono importante occuparsi con particolare attenzione dei Pigmei della loro parrocchia, cercando di aiutare questo popolo a riappropriarsi della loro storia, della loro cultura, della loro dignità.
Ogni anno ormai visito qualche accampamento pigmeo con mons. Justin Asobee, attuale vicario generale di Wamba, che sta continuando il prezioso lavoro di padre Franco Laudani, o con il dr. José Lolekoleko che con tanto amore li cura, li vaccina, ma soprattutto li ascolta. Quando arriviamo nei loro villaggi, in cambio della festosa accoglienza, offriamo loro riso, fagioli, pesce, sale, ecc. Essi esprimono il loro ringraziamento con le danze tradizionali che nelle notti di luna piena vengono da loro ritenute un elisir di lunga vita; tutta la comunità vi partecipa.
E’ stato bello visitare i loro territori, apprezzare le loro tante qualità e scoprire le loro usanze ancestrali.

Sonia Bonin
(presidente di S.O.S. onlus)