Home > Notiziario > Orizzonti africani n° 1 giugno 2016

Carissimi amici,

a parole, siamo tutti d’accordo nel dire che i bambini rappresentano il futuro del mondo…., ma che futuro ci aspetta, e li aspetta,  se in questi ultimi anni non passa giorno senza che fatti e immagini riportatici dalle fonti d’informazione ce li presentano come vittime di ogni sorta di violenze e soprusi?

A questo proposito, possiamo liberamente spaziare tra vicende di grande attualità,  quali le migrazioni, che vedono i tragici viaggi nei quali persone senza alcun scrupolo trasportano a pagamento disperati, utilizzando mezzi malsicuri e provocando i drammi che vedono coinvolte anche donne e bambini; ciò senza trascurare quanto accade a chi riesce ad approdare in Italia. Al riguardo recentemente sono stati forniti dati veramente preoccupanti che riguardano circa 10.000 bambini di cui si sono perse le tracce dopo il loro arrivo: che ne è stato di loro? Chi approfitta della loro debolezza per delittuosi fini personali?

E, per rimanere nel campo del fenomeno epocale delle popolazioni che lasciano la loro terra in cerca di un futuro migliore, cosa pensare della situazione in cui si trovano migliaia di persone che si vedono sbarrare la strada per transitare da un paese all’altro?  Quanta pena nel vedere che, anche qui, i primi a soffrire dei grandi disagi sono soprattutto i bambini!

Altrettanto grave, comunque, è la situazione dell’infanzia nei Paesi del Sud del Mondo, dove, specialmente in situazioni di guerra e di gravi problemi economici, i bambini cadono nella denutrizione e nella malnutrizione o sono vittime di malattie che potrebbero essere curate se esistesse un’assistenza sanitaria adeguata; inoltre, spesso non hanno l’occasione di accedere agli studi, rimando esclusi dalle opportunità che la conoscenza offre.

A parte ciò, si sa che in molti paesi i bambini vengono ampiamente sfruttati sottoponendoli a eccessive fatiche lavorative di cui un drammatico esempio è il lavoro nelle miniere per l’estrazione di minerali, quali oro,  diamanti, ecc. ; ancora più esecrabile, poi,  è il loro utilizzo come bambini-soldato, di cui le recenti notizie riguardanti l’Isis offrono  prove documentate: vedere un bimbo di circa 4 anni che imbraccia un fucile ed esulta dopo aver ucciso un uomo, ci fa semplicemente rabbrividire.

Non occorre, comunque, andare tanto lontano per accorgersi che anche i “nostri” bambini, in luoghi molto vicini a noi, sono spesso coinvolti nell’egoismo e nella crudeltà degli adulti: vogliamo riferirci, ad esempio, al fenomeno della pedofilia praticata da persone viziose a danno di chi non ha la consapevolezza di comprendere quanto sta subendo e quindi non ha la forza di ribellarsi: la loro vita futura è compromessa per sempre!

Il bambino, abbiamo detto, rappresenta il futuro del mondo, ma ne costituisce certamente l’elemento più delicato e proprio per ciò richiederebbe la massima cura da parte delle istituzioni, ma anche delle famiglie, dove oggi i genitori sono spesso troppo impegnati e, quindi, non sufficientemente attenti all’educazione dei figli; un monito che ci viene offerto dai pediatri riguarda oggi un’errata alimentazione, che porta a volte all’obesità, o all’inquinamento che danneggia particolarmente i giovani.

Dobbiamo convenire con Papa Francesco, da tutti apprezzato per la sua grande umanità, che  “Il grado di progresso di una civiltà si misura sulla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili “; egli conclude invitando tutti “a rilanciare una rinnovata cultura della vita”.

Quanto detto fino ad ora è puramente esemplificativo della realtà riguardante l’infanzia e la gioventù della nostra epoca e ci deve sensibilizzare e responsabilizzare su quanto ciascuno di noi può e deve operare, pur nei limiti delle proprie realtà, per porre rimedio ai problemi esistenti.

In questo notiziario, oltre a evidenziare le negatività, vorremmo anche offrire spazi di luce, perché spesso accade che le notizie edificanti rimangano in secondo piano rispetto alle tragicità a cui le cronache  danno grande spazio: molte sono le storie a lieto fine che riguardano i giovani migranti, molte sono le associazioni che offrono tutto il loro impegno a favore dei bambini e, non ultimo, molto ha realizzato la S.O.S. che nel suo operare ha sempre posto in primo  il proprio impegno a favore dei giovani, tramite soprattutto i Sostegni a distanza.

Armiamoci di buona lena e di ottimismo e tutti assieme andiamo avanti!!!

Carla