Home > Notiziario > Orizzonti africani n. 2 dicembre 2018

Carissimi soci e simpatizzanti S.O.S.,

ci stiamo avvicinando all’importante ricorrenza del nostro trentennale (19 maggio 1989 – 19 maggio 2019); alcuni di voi ci seguono dalle prime iniziative, altri si sono inseriti gradualmente nel corso di questi anni.

Per tutti voi, ma soprattutto per noi, è tempo di ri essioni, di bilanci e … di programmi.
Da sempre abbiamo seguito con passione le vicende dell’Africa, cogliendone di volta in volta i segni di risveglio, ma più spesso le situazioni dolorose. Abbiamo amato questo meraviglioso continente e ci siamo impegnati per donare il nostro contributo tramite la realizzazione di tanti progetti.

Con cadenza semestrale, poi, attraverso questo notiziario vi abbiamo tenuti informati sui principalifenomeni economici, sociali, politici che lo hanno interessato, aggiornandovi nel contempo sulla vita dell’associazione.

Anche ora desideriamo offrirvi alcuni spunti di ri essione, consci che la conoscenza è essenziale al ne della comprensione di fatti che avvengono in orizzonti lontani e su cui si tende a fare considerazioni e a dare giudizi super ciali, a volte dettati da secondi ni.

Innanzitutto, come tutti saprete, la super cie di questo continente (circa 30 milioni di chilometri quadrati) è caratterizzata dalle più grandi varietà, sia sotto l’aspetto sico-climatico, che sotto quello politico, economico, sociale: i 54 stati che lo compongono sono molto differenti per estensione, razze, religioni, lingue, ma fondamentalmente hanno in comune una storia fatta di dominazioni straniere, sfruttamento, regimi dittatoriali che ne hanno impedito o rallentato lo sviluppo.

La povertà, infatti, è una situazione diffusa: circa il 40% dei paesi africani si colloca agli ultimi posti di tutte le principali classi che di ricchezza nazionale, soprattutto in seguito alle colonizzazioni, ai cambiamenti climatici, all’instabilità politica: conseguenza di ciò sono le migrazioni di massa, esodi delle popolazioni sia all’interno che verso altri continenti.

A questo proposito, tutti ormai ci troviamo coinvolti in questo fenomeno, per esperienze personali, ma soprattutto per quanto apprendiamo tramite i mass media; esso, inoltre, sta in uenzando molto la politica italiana e quella di altri paesi europei. Le posizioni sono le più disparate: c’è chi, comprendendo la situazione tragica in cui vivono alcuni popoli dell’Africa in primis, ma anche dell’Asia, ritiene doverosa l’accoglienza; al contrario, sempre più si sta diffondendo un

atteggiamento improntato al ri uto no a scon nare nel razzismo vero e proprio. I messaggi che vengono inviati sono spesso incompleti, contraddittori o addirittura falsi, così si vive in un’atmosfera che ci vede divisi tra cittadini, ma anche tra amici e familiari. L’argomento delle migrazioni e i fatti da esso derivanti, nel bene e nel male, sono all’ordine del giorno! Anche in questo caso è importante una corretta informazione (a tale scopo illuminante è il libretto di Stefano Allievi che vi segnaliamo in “Letture consigliate”).

Così, ancora una volta emerge la fatidica frase “Aiutiamoli a casa loro”, cosa che sarebbe fondamentale per risolvere tanti problemi, ma che vede no ad ora interventi molto limitati e soprattutto dettati da interessi politici ed economici; caso emblematico è quello della Cina che ormai da anni sta attuando in Africa un vero e proprio neocolonialismo ricco di promesse: investimenti, progresso, benessere. In realtà trattasi dell’accesso a risorse naturali e agricole, del trasferimento di surplus manifatturiero in nuovi mercati, dello spostamento di manodopera a bassa scolarizzazione anche al ne di risolvere i propri problemi demogra ci.

Sono questioni che abbiamo sotto gli occhi e per le quali possiamo lottare anche da qui avendo chiaro l’obiettivo di elevare il livello di vita delle popolazioni africane; ma come? Occorre innanzitutto cambiare il modello di sviluppo, che da sempre i paesi occidentali hanno imposto, caratterizzato dalla monocultura intensiva, dalla rapina delle risorse minerarie ed energetiche, dell’accaparramento delle terre, dal sostegno offerto a dittatori corrotti.

Per contro, vanno incentivate un’agricoltura delle coltivazioni familiari per raggiungere l’autosuf cienza alimentare e una diffusione delle fonti energetiche alternative; fondamentali sono pure la tutela dell’ambiente e della biodiversità, l’istruzione e l’assistenza sanitaria…

In questo senso è rivolta l’azione di un vero e proprio esercito costituito da persone attive in progetti di “aiuto a casa loro”: fanno parte di associazioni di volontariato (Onlus- ONG), fondazioni, cooperative che con costanza portano nei paesi africani il loro sostegno in vari settori e non demordono davanti alle delusioni, alle dif coltà, alle scon tte….

Noi e voi della S.O.S. ci facciamo vanto di appartenere da 30 anni a questo mondo benemerito costituito da combattenti sempre in prima linea sostenuti dalla speranza che l’Africa ce la farà; e poi, come diceva la missionaria Teresa Saglio, recentemente scomparsa, “dedicarsi agli altri regala serenità!”

Carla Felisatti