Home > Notiziario > Orizzonti africani n° 1 giugno 2015

Orizzonti africani n°1 giugno 2015

Carissimi, desidero condividere con voi alcune riflessioni sulla “donna”, delle cui innegabili conquiste sociali e politiche tanto si parla in questi tempi; contemporaneamente, però, altrettanto spazio viene dato nei mass media alle violenze, alle discriminazioni, alle ingiustizie di cui ella è oggetto: accanto a donne famose per ricoprire ruoli di rilievo nel campo politico, imprenditoriale, ecc., non possiamo ignorare realtà atroci che la riguardano. A questo proposito, come non citare il tragico episodio accaduto in Nigeria ad opera di Boko Haram che ha rapito 300 ragazze di cui ancora non si hanno notizie certe, ma sul cui destino non ci facciamo troppe illusioni? E che dire dei tragici fatti che si verificano con frequenza in India e di cui sono vittime molte donne, a volte ancora bambine o adolescenti, che vengono stuprate e spesso uccise? Altro fenomeno tristemente diffuso è quello della mutilazione genitale femminile ancora presente in 28 paesi africani e che consiste nell’escissione del clitoride e delle piccole labbra, con gravissime conseguenze per le bambine a cui viene praticata. Anche in Italia, poi, la cronaca riporta con frequenza il ferimento o l’uccisione di donne, da parte, soprattutto, di mariti, compagni o fidanzati che non accettano l’abbandono in quanto le considerano come una loro proprietà. È, inoltre, da sottolineare che nel mondo vi è un accentuato squilibrio fra uomini e donne: queste ultime, pur essendo geneticamente più longeve, risultano numericamente inferiori di 60 milioni; tale fenomeno non è dovuto solo al fatto che nella specie umana nascono più maschi che femmine, ma anche ad altre cause, come la scelta di abortire i feti di sesso femminile o la minor cura prestata alle figlie in diverse regioni del globo, come Cina e India (nel cuore dell’Asia c’è una generazione di scapoli che non riuscirà a trovare moglie!). Da tutto ciò si può evincere che molte sono le discriminazioni di genere che da sempre riguardano la donna e, comunque, le varianti sono veramente tante: la loro condizione nei vari paesi del mondo e, nell’ambito degli stessi, la posizione socio economica, la tipologia delle famiglie, ecc; anche le religioni comportano considerazioni e trattamenti diversi nei suoi confronti. Insomma, è veramente impossibile trattare l’argomento brevemente, ma è sempre utile analizzare questo tema, senza posizioni preconcette e senza assumere, in qualità di donna, atteggiamenti di vittimismo o, al contrario, di superiorità. Si dice, ad esempio, che fra uomo e donna deve esistere la “parità”; questa campagna, che ha coinvolto correnti di pensiero e politiche assumendo a volte atteggiamenti estremisti di violenta contrapposizione, non giova alla giusta rivendicazione dei propri diritti e della propria dignità, a partire dal ristretto ambito famigliare e dall’ambiente di lavoro in cui si è inserite. Parliamone, non per pura dissertazione e disquisizione, ma anche per assumere una linea di condotta utile non tanto a sé, quanto allo scopo di dare il proprio contributo come cittadini alla giusta tutela degli elementi deboli della società. È innegabile e confortante notare come negli ultimi anni in Italia molti progressi siano stati fatti in questo settore: sono sorte molte associazioni di volontariato aventi la finalità, ad esempio, di aiutare la donna in caso di maternità non desiderate, di violenze subite, di problemi di salute o di inserimento nel mondo del lavoro, ecc. Certamente molto resta ancora da fare, anche perché, pur essendoci la volontà di agire, a volte si trovano impedimenti dovuti dalle scarse disponibilità economiche, tipiche di questo periodo. La S.O.S., all’inizio della sua azione a favore dei Paesi del Sud del Mondo, ha scoperto con piacevole sorpresa che la donna rappresentava il fulcro della società africana; in lei ha trovato le collaboratrici più affidabili e motivate, le protagoniste, a volte eroiche, della famiglia, le persone desiderose di apprendere, di migliorare la propria condizione a favore soprattutto dei figli. Un esempio per tutti: dalle donne è spesso partita la richiesta di fondi per iniziare attività agricole e commerciali e l’associazione ha dato loro fiducia organizzando progetti di microcredito i cui risultati sono stati veramente soddisfacenti. In questo notiziario vogliamo evidenziare fenomeni, fatti, personaggi che la vedono protagonista, in positivo e in negativo, per riflettere, come dicevo, assieme a voi sulle problematiche della nostra società e del nostro mondo.

Carla