Home > Notiziario > Orizzonti africani n° 2 dicembre 2015

SOSnotiziario_dic_2015

Cari amici, da mesi l’attenzione dell’Italia e dell’Europa intera è rivolta al fenomeno dell’emigrazione, fenomeno definito epocale per le dimensioni che sta assumendo: le reazioni che ha suscitato sono le più svariate: chi accoglie e chi rifiuta, e questo non solo a livello di stati, ma anche all’interno degli stessi (vedi le posizioni contrastanti assunte dai vari partiti nel nostro paese). Che dire? Tutti ci sentiamo coinvolti a livello umano, soprattutto assistendo con dolore alle tragedie in cui vengono coinvolti i migranti, come quelle che si verificano in mare e che hanno causato centinaia e centinaia di morti; senza tralasciare la vista delle processioni di profughi in cammino verso la speranza di un’esistenza migliore, spesso bloccati anche con l’uso della forza. Tanti disperati che fuggono dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla fame! Guai se, davanti a tali e tanti drammi, subentrasse l’assuefazione, l’indifferenza! Da sempre l’uomo è andato alla ricerca delle terre che gli potevano garantire ottimali condizioni di vita; la storia passata e recente è ricca di vicende belliche provocate dallo scontro fra i popoli invasori e quelli residenti …, ma angoscia vedere come in un’Europa civile, democratica, non si riesca ad affrontare, appunto in maniera civile, il problema di una migrazione che già sappiamo destinata a durare a lungo. Certo, non è facile, le difficoltà sono tante, ma non si può pensare di opporsi, magari costruendo muri, barriere (come sta accadendo in Ungheria, in Slovenia e in altri paesi dell’Europa dell’est) a questo afflusso inarrestabile, senza pensare a un progetto, ad un’organizzazione che possa garantire l’inserimento dei nuovi arrivati, che peraltro gli esperti giudicano positivamente come linfa nuova e come apporto demografico dove la natalità registra un netto calo. Anche noi Italiani siamo stati emigranti e ancora adesso, specialmente i giovani, partono soprattutto per trovare il lavoro che in Italia scarseggia; questo dovrebbe renderci più sensibili, più accoglienti. Non mancano, comunque, esempi di grande generosità, specialmente nelle regioni del sud, maggiormente interessate a queste vicende; basti citare il comportamento degli abitanti dell’isola di Lampedusa che qualcuno ha proposto per il Nobel della pace. Questa è l’occasione per fare un sincero esame di coscienza, per analizzare il comportamento degli stati europei nei confronti soprattutto dell’Africa; diciamocelo: ciò che sta accadendo era del tutto prevedibile, visto che lo sfruttamento operato per secoli ha grandemente contribuito alla povertà degli Stati del Sud del Mondo, visto che la colonizzazione ha pure creato le premesse delle guerre che in essi sono frequenti. Molte sono le associazioni che da tempo hanno compreso tutto ciò; anche noi della S.O.S. da 25 anni siamo impegnati per contribuire allo sviluppo dei paesi nei quali operiamo; sono piccole iniziative relativamente ai gravi problemi esistenti, ma sono significative, importanti, perché costituiscono un esempio di quanto si dovrebbe fare a livello mondiale. Seppure in dimensioni ridotte, un esempio edificante di integrazione è costituito dagli espatriati che spesso sono venuti in Italia per studiare o per lavorare: la nostra associazione è in contatto con molti di essi che rappresentano una vera e propria ricchezza, in quanto ci offrono la varietà delle loro civiltà, dei loro mondi e spesso hanno molto da insegnarci con la loro saggezza e operosità. Un proverbio dice: “Non tutto il male viene per nuocere”; ci auguriamo che il dramma che sta interessando l’Europa possa, alla fine, aprire nuovi orizzonti, generare nu ove sensibilità.

Carla